DIANA SPENCER - Sandringham, 1º luglio 1961 – Parigi, 31 agosto 1997
Diana nacque nel 1961 come terza figlia di Edward John Spencer e sua moglie Frances Ruth Burke Roche.
Diana è cresciuta in una famiglia molto privilegiata che ha una lunga storia di stretti legami con la famiglia reale; quando il nonno paterno di Diana morì nel 1975, il padre di Diana divenne l'ottavo conte di Spencer e Diana ottenne il titolo di "Lady".
Nel 1969, i genitori di Diana divorziarono e questo evento lasciò una cicatrice emotiva a Diana.
Diana frequentò la scuola a West Heath nel Kent e successivamente trascorse un breve periodo in una scuola di perfezionamento in Svizzera.
Tornata dalla Svizzera affittò un appartamento con due amici, lavorando con i bambini alla scuola materna Young England.
Nel 1977, ancora giovanissima, durante una battuta di caccia Diana conobbe Carlo che allora frequentava sua sorella maggiore, Lady Sarah.
L'erede al trono era quasi trentenne e già da tempo si trovava sotto pressione perché trovasse una giovane di buona famiglia e si sposasse.
Nel febbraio del 1978, in seguito ad alcune indiscrezioni rilasciate da Sarah ai dei giornalisti, i due si lasciarono, ma Carlo la invitò ugualmente, nel novembre dello stesso anno, per la festa dei suoi trent'anni a Buckingham Palace, e con lei le due sorelle.
Diana e Sarah vennero successivamente invitate dalla Regina a una settimana di caccia a Sandringham, nel gennaio del 1979.
La vivacità di Diana, l'allegria e il buon background familiare attirarono l'attenzione del principe Carlo e i due iniziarono a frequentarsi a metà del 1980.
Il 24 febbraio 1981, Buckingham Palace annunciò ufficialmente il fidanzamento della coppia che all’epoca appariva agli occhi del mondo come una favola d’amore.
Lady Diana sposò il principe Carlo il 29 luglio 1981, nella cattedrale di St. Paul.
Meno di un anno dopo il matrimonio, Diana diede alla luce William Arthur Philip Louis il 21 giugno 1982 e due anni dopo la nascita di William, Diana diede alla luce Henry Charles Albert David il 15 settembre 1984.
Diana fu una madre spontanea e affettuosa; accompagnava i figli a scuola, come una madre normale e spesso organizzava il suo programma di visite e apparizioni pubbliche in base alle esigenze dei bambini.
Il sorriso di Diana e i suoi occhi entrarono nel cuore della gente.
Forte del carisma mediatico, Diana iniziò a farsi paladina di molte cause umanitarie, rompendo gli schemi, osando là dove nessuno prima si era avventurato.
Nel 1987 strinse la mano a un malato di Aids, inaugurando il primo ospedale dedicato ai malati di Aids del Regno Unito.
Guadagnò rapidamente l’affetto di tutti, perdendo però allo stesso tempo quello del marito che geloso dell’attenzione mediatica che le veniva riservata, si allontanò sempre di più da lei.
Le pressioni dei numerosi nuovi ruoli di Diana (tra cui moglie, madre e principessa), il peso dei media che la seguivano ovunque andasse e la relazione tormentata con Carlo, furono causa di uno stress travolgente; soffrì di depressione e bulimia, arrivando persino a tentare il suicidio.
Nonostante ciò, cercò di mantenere la sua immagine come un personaggio pubblico positivo; sviluppò un forte desiderio di impegno sociale e questa attività umanitaria la portò a proseguire nei viaggi per il mondo con l’intento di sensibilizzare il pubblico nei confronti dei più deboli.
Affiancò personaggi come Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, il Dalai Lama; decise di vendere all’asta alcuni dei propri costosi abiti per ricavarne importanti somme da dedicare alle associazioni benefiche delle quali si occupava. Il suo impegno si spinse fino alle mine anti-uomo: la ricordiamo ancora, negli anni Novanta, con tanto di giubbotto protettivo ed elmetto, nell’atto di ispezionare un campo minato nella ex-Jugoslavia.
Nel dicembre del 1992 fu annunciata una separazione formale tra Diana e Carlo e nel 1996 fu concordato un divorzio, che fu perfezionato il 28 agosto.
La libertà conquistata da Diana non durò a lungo: il 31 agosto 1997 morì a Parigi a soli 36 anni, a causa di un incidente stradale in una galleria, forse per un eccesso di velocità dell’automobile, nel tentativo da parte dell’autista di schivare i fotografi che la volevano immortalare con il nuovo compagno, Dody Al-Fayed.
La sua tragica morte scioccò il mondo.