Grazia Deledda - Comune di Montecatini Terme

Pari opportunità 2019-2024 | Pillole di Donne che hanno fatto la storia | Grazia Deledda - Comune di Montecatini Terme

GRAZIA DELEDDA  Nuoro28 settembre 1871 – Roma15 agosto 1936

Immagine che contiene persona, interniDescrizione generata automaticamente

La vita passa e noi la lasciamo passare come l'acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che manca.

Grazia Deledda nacque a Nuoro il 27 settembre 1871 da Giovanni Antonio e Francesca Cambosu, quinta di sette figli.

La scuola elementare fu l’unica istruzione formale ricevuta dalla scrittrice; i suoi studi proseguirono in forma privata grazie al padre, uomo benestante, che assunse un istruttore per guidarla nell’apprendimento dell’italiano e del francese dopo la scuola elementare.

Iniziò a scrivere giovanissima, pubblicò la sua prima novella a quindici anni e, dopo poco, collaborò con l’allora famosa rivista femminile “Ultima moda” di Roma alla quale inviò il primo scritto, chiedendone la pubblicazione; si tratta di "Sangue sardo", un racconto nel quale la protagonista uccide l'uomo di cui è innamorata e che non la corrisponde, ma aspira ad un matrimonio con la sorella di lei.

Le sue ambizioni letterarie vengono duramente ostacolate in famiglia e criticate dalla retriva società nuorese ma Grazia non si scoraggiò; inviò in Continente le sue novelle a puntate, abbandonando a poco a poco lo stile approssimativo e dialettale, approfondì lo studio dei caratteri dei suoi personaggi e soprattutto iniziò a connotarsi come acutissima osservatrice della natura che la circonda e dei costumi della Barbagia e di tutta la Sardegna.

 Il suo stile cominciò a personalizzarsi e, pur riconducibile talvolta al verismo ottocentesco, si connotò sempre di più per il marcato regionalismo.

Il suo primo romanzo Fior di Sardegna uscì nel 1892, seguito da Anime oneste del 1895.

Sempre in quel periodo, Sollecitata da Angelo De Gubernatis, si occupò di etnologia: dalla collaborazione alla "Rivista di Tradizioni Popolari Italiane", che va dal dicembre 1893 al maggio 1895, il miglior risultato sono le undici puntate delle "Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna".

Nel 1900 sposò Palmiro Madesani, funzionario ministeriale, e si stabilì a Roma dove rimase fino alla morte, trasferendosi, di tanto in tanto per trascorrere le vacanze, a Cervia, la cittadina sull’Adriatico a lei così cara e alla quale dedicherà pagine vibranti d’affetto e nostalgia.

A Roma vedono la luce, tra le altre, le opere: Elias Portolu, il suo capolavoro, Cenere, L’edera, Canne al vento, Marianna Sicra.

Il 3 dicembre nasce il primogenito, Sardus; tenuto a battesimo dal De Gubernatis (avrà in seguito un altro figlio, Franz). La giornata di Grazia Deledda si divide fra la famiglia e la scrittura, a cui dedica alcune ore tutti i pomeriggi.

Nel 1904 viene pubblicato il volume "Cenere", da cui verrà tratto un film interpretato da Eleonora Duse (1916).

I due romanzi del 1910, considerati in genere frutto di una tenace volontà di scrivere piuttosto che di autentica ispirazione, sono notevoli tuttavia per essere, il primo, "Il nostro padrone", un testo a chiaro sfondo sociale e il secondo, "Sino al confine", per certi aspetti autobiografico.

Al ritmo sostenuto di quasi due testi all'anno compaiono i racconti di "Chiaroscuro" (1912), i romanzi "Colombi e sparvieri" (1912), "Canne al vento"(1913), "Le colpe altrui" (1914), "Marianna Sirca" (1915), la raccolta "Il fanciullo nascosto" (1916), "L'incendio nell'uliveto" (1917) e "La madre" (1919).

Si tratta della stagione più felice. I romanzi hanno tutti una prima pubblicazione su riviste (volta a volta "Nuova Antologia", "Illustrazione italiana", "La lettura" e "Il tempo"), quindi vengono stampati per i tipi di Treves.

Nel 1912 esce "Il segreto di un uomo solitario", vicenda di un eremita che ha scelto l'isolamento per nascondere il proprio passato. "Il Dio dei viventi", del 1922, è la storia di un'eredità da cui traspare una religiosità di carattere immanente.

Il 10 settembre 1926 Grazia Deledda riceve il Nobel per la Letteratura: è il secondo autore in Italia, preceduta solo da Carducci vent'anni prima; resta finora l'unica scrittrice italiana premiata.

Il suo romanzo autobiografico, Cosima, uscirà nel 1937, ad un anno dalla morte, avvenuta a Roma il 15 agosto 1936.

Audio

Pubblicato il 
Aggiornato il 
Risultato (1075 valutazioni)